In caso di cistite non batterica, la terapia con antidolorifici orali, spesso primo approccio farmacologico utilizzato, sovente non ottiene i risultati sperati.

Altri farmaci orali utilizzabili singolarmente o in associazione sono gli antinfiammatori, gli antispastici e anticonvulsivanti, che agiscono sulle vie di propagazione nervosa del dolore cronico, le benzodiazepine ad azione ansiolitica e rilassante, gli antistaminici che inibiscono il rilascio di istamina da parte dei mastociti che determinano infiammazione, i miorilassanti e anticolinergici che riducono le contrazioni muscolari.

Come “ultima spiaggia” potranno essere applicate tecniche chirurgiche dal “semplice” ampliamento della vescica, alla deviazione urinaria, fino alla cistectomia parziale o radicale (asportazione di parte della vescica o dell’organo in toto, seguita da ricostruzione, ad esempio con un’ansa intestinale).

In qualsiasi caso, ricordiamo la fondamentale importanza del consulto con l’Urologo, lo Specialista di riferimento per le patologie a carico della vescica, che tramite un’adeguata anamnesi e una diagnosi approfondita sarà in grado di fornire supporto e consigliare il trattamento più indicato.

Bibliografia

Rahn DD.
Urinary tract infections: contemporary management.
Urol Nurs. 2008 Oct;28(5):333-4