Un editoriale sul prestigioso “European Urology” conferma il ruolo dei glicosaminoglicani nel ripristino della funzionalità uroteliale, con un invito: maggiore circolazione di informazioni e maggiore collaborazione tra ricerca e clinica

La cistite cronica, dovuta alla presenza di batteri o agenti chimici irritanti che provocano un’infiammazione delle mucose vescicali, è una condizione estremamente debilitante per il paziente e di difficile gestione per l’Operatore Sanitario. Un interessante invito a una maggiore collaborazione su più fronti è stata fatta da un brillante editoriale sul tema, recentemente apparso sull’autorevole pubblicazione “European Urology”,

L’eziologia e la patofisiologia dei fenomeni infiammatori vescicali non sono del tutto chiare, ma evidente è l’origine multifattoriale. Tuttavia, gli studiosi concordano su un punto: l’importanza dell’integrità dell’urotelio (ovvero il rivestimento dell’apparato urinario).

Studi recenti, sottolinea l’editoriale, hanno infatti messo in luce che l’urotelio non è solo una semplice barriera meccanica ma possiede anche la capacità di rispondere a stimoli chimici, termici, meccanici e di rilasciare mediatori che agiscono sulla muscolatura liscia della vescica. Un’alterazione dell’urotelio, e in particolare dello strato dei glicosaminglicani(GAGs), può costituire l’innesco di una reazione a catena, in grado di condurre a un danno cronico dell’urotelio; è questo deficit a giocare un ruolo fondamentale nella patofisiologia della cistite cronica e della sindrome dolorosa pelvica.  Quando il danno allo strato dei GAGs perdura nel tempo o quando il ritorno dell’urotelio al suo stato fisiologico è lento, il paziente può soffrire della cosiddetta iperalgesia: una esagerata sensazione di dolore ad uno stimolo blando ( per esempio un forte dolore a fronte di una debole infiammazione).

Ecco dunque perché oggi  le più moderne terapie per la cura della cistite cronica, interstiziale e per la sindrome da vescica dolorosa si orientino verso il ripristino fisiologico dello strato protettivo dell’urotelio e più precisamente di quello dei GAGs.

Un recente studio clinico ha messo in evidenza come sia possibile ridurre la frequenza delle infezioni urinarie grazie alla somministrazione intravescicale di un’associazione di acido ialuronico e condroitin solfato, in grado di riportare a una condizione fisiologica lo strato di GAGs in donne che soffrivano di infezioni ricorrenti del tratto urinario. Non solo le pazienti  non hanno riportato effetti collaterali significativi, anzi, hanno avvertito un miglioramento sensibile della qualità della vita nei dodici mesi successivi.

Su queste basi si fa strada l’ipotesi che un  precoce trattamento finalizzato al ripristino fisiologico dello strato di GAGs, grazie alla somministrazione di acido ialuronico e condroitinsolfato, potrebbe evitare la cronicizzazione della infiammazione della vescica aprendo così la strada alla prevenzione.

La sfida, conclude l’editoriale dell’European Urology, è trasferire queste evidenze scientifiche nella pratica clinica e in questo senso è fondamentale una sempre maggior collaborazione fra medici, ricercatori e farmacologi, una fusione delle diverse professionalità, un reciproco scambio di conoscenze ed esperienze  in una visione corale del problema  per ottenere risultati positivi e durevoli nel tempo. Al servizio del paziente.

Rif: Lazzeri M, Montorsi F, The Therapeutic Challenge of “Chronic Cystitis”: Seach well, work together, and gain results, Eur Urol (2011), doi: 10.1016/j.euro.2011.03.039 – www.sciencedirect.com