Roberto Mattina, Professore Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica dell’Università di Milano, spiega come funziona il meccanismo di antibiotico-resistenza messo in atto dai batteri.
In particolare avverte del rischio rappresentato dalle resistenze acquisite, ovvero quelle che insorgono in specie batteriche che nascono sensibili ma che con l’uso continuato di antibiotici diventano sempre più resistenti.
In molte situazioni esistono però alternative all’uso di questi farmaci.

Esistono diverse tipologie di resistenza batterica: naturale, acquisita e trasferibile. Quelle che ci preoccupano di più, soprattutto per quello che riguarda il territorio, sono le resistenze acquisite, ovvero con le resistenze che insorgono in una specie batterica che nasce sensibile a un antibiotico, ma via via che resta in contatto con questo farmaco, diventa sempre meno sensibile fino a raggiungere una completa resistenza.

Questo può avvenire per un fenomeno di adattamento all’antibiotico, oppure molto più spesso per una mutazione genetica del microrganismo. I batteri si replicano a una velocità enorme: ogni 20 minuti effettuano un ciclo replicativo, quindi in 11 ore da una singola cellula batterica ne nascono oltre 1 miliardo. Capita facilmente che in questa enorme popolazione di batteri ne nasca uno mutato geneticamente, in grado di resistere all’antibiotico.