Tra tutti i trattamenti per la cistite, il cattivo uso degli antibiotici può creare problemi di resistenza batterica, ma il Prof. Massimo Lazzeri, Specialista Urologo, Unità Operativa di Urologia Istituto Clinico Humanitas di Milano e Responsabile di Urologia Ambulatoriale presso l’Istituto Ricerche Cliniche Manfredo Fanfani di Firenze, spiega che il periodo tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 rappresenta una fase di svolta nella terapia delle cistiti, grazie ad alcune novità terapeutiche in grado di portare grandi benefici alle pazienti. Inoltre, il Prof. Lazzeri illustra la conformazione della vescica e di come avviene l’aggressione batterica.
Piccola curiosità: l’intervista si svolge all’interno dello studio – presso l’Istituto Manfredo Fanfani di Firenze – in cui il Maestro Mario Monicelli nel 1975 girò alcune delle scene del suo celebre film “Amici miei”.

Cercando di mettere ordine su che cosa significano i trattamenti per la cistite, la prima cosa da dire è che innanzitutto le pazienti devono sempre fare un’urinocoltura.
È evidente che se ci troviamo di fronte a un’infezione batterica, quindi a una presenza di germi all’interno delle urine, è necessario portare a carica zero, ovvero utilizzare gli antibiotici, perché altrimenti sarebbe un controsenso, con un’infezione sostenuta da batteri non usare una terapia che ne colpisce la causa specifica.
Detto questo però le cose sono più complesse perché con il passare degli anni, dopo il grande boom degli antibiotici nella pratica clinica, c’è stato un loro cattivo uso. Molto spesso in assenza di evidenza dimostrata da urinocultura, vengono ugualmente prescritti antibiotici, o ancora peggio succede che molte delle nostre pazienti, male educate da noi medici, assumano questi farmaci in automedicazione.

Questo è un approccio non corretto perché in assenza di infezione non va usato un antibiotico, ma soprattutto in questo modo si espone la popolazione a uno dei grossi problemi del nostro futuro, ovvero l’insorgenza di resistenze agli antibiotici.Tutto questo ci porta a riflettere da una parte sull’utilizzo corretto dei farmaci, ma allo stesso tempo sulla ricerca. Noi sappiamo che il 25 30% delle donne va incontro entro un anno a una recidiva, e queste presentano un rischio ancora maggiore di avere in seguito ulteriori episodi, trovandosi di fronte a una condizione di cistiti ricorrenti o croniche. Allora è chiaro che non è possibile prevenire queste forme utilizzando continuamente antibiotici. Sarebbe molto meglio impiegare qualcosa che non è un antibiotico, ma che ad esempio prevenga l’insorgenza di un’infezione batterica. Il contributo che i ricercatori stanno dando in questo ambito medico è ottimo. Negli anni abbiamo preso coscienza di alcuni dati – e sono poi questi i presupposti che ci portano alle grandi novità – il 2013 e 2014 rappresentano per le cistiti dei momenti quasi di svolta, perché si sono presentate grandi novità: importanti interventi terapeutici che hanno offerto enormi vantaggi alle pazienti. Per noi medici, la più grande acquisizione degli ultimi anni è stata proprio comprendere che il rivestimento interno della vescica diventa il protagonista della terapia. Facciamo un esempio banale: le piscine di qualche anno fa erano composte da tante piccole mattonelle azzurre che garantivano impermeabilità, ma quando cominciava a staccarsene una, si staccavano a seguire anche quelle vicine. La vescica, banalizzando, è strutturata in maniera simile. Essendo un sacco che contiene un liquido, deve avere la proprietà dell’impermeabilità. Il suo rivestimento è fatto di micro molecole simili alle piastrelle della piscina. Quello che abbiamo capito e su cui stiamo lavorando è che la perdita di questo rivestimento difensivo, composto di glicosaminoglicani (GAGs), è la causa dell’aggressione batterica, ma anche di tutte quelle cistiti non infettive – la cui importanza va sottolineata – che sono entità cliniche reali. I ricercatori oggi hanno capito che quelle difese specifiche di impermeabilità devono essere l’obiettivo su cui lavorare, ovvero come ricostruirle per evitare le manifestazioni cliniche.
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Trattamenti per la cistite: non solo antibiotici
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Trattamenti per la cistite: non solo antibiotici
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Tra tutti i trattamenti per la cistite, il cattivo uso degli antibiotici può creare problemi di resistenza batterica, il Prof. Lazzeri spiega il perchè.