Il prof. Mauro Cervigni, tra gli esperti mondiali di cistite interstiziale, ci spiega l’importanza di una diagnosi corretta e tempestiva di questa malattia rara e quali terapie sono oggi disponibili. In particolare, illustra la specificità del Centro di Riferimento di Roma, centro multidisciplinare che rappresenta un unico nel suo genere a livello europeo.

La cistite interstiziale: riconoscerla in tempo per la terapia corretta

Perché parlare di cistite interstiziale nella Giornata delle Malattie Rare?
Innanzi tutto per l’importanza di riconoscere per tempo e in maniera mirata tale malattia, al fine di individuare la terapia adatta.

Ce lo spiega il Prof. Mauro Cervigni, Direttore del Centro di Riferimento Cistite Interstiziale della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma mettendo l’accento su come spesso le pazienti che non ricevono una diagnosi corretta continuano ad assumere nel tempo gli antibiotici, che tuttavia non sono adatti per il trattamento della cistite interstiziale.

La cistite interstiziale è una patologia rara cronica, che colpisce prevalentemente il sesso femminile. In effetti, su 10 pazienti 8 sono donne e 2 soli sono uomini.
Perché si deve parlare di cistite interstiziale in questa Giornata delle Malattie Rare?
Intanto perché la cistite interstiziale è appunto una malattia rara, una patologia rara cronica della vescica, e poi perché, il termine “cistite” anche se interstiziale può creare confusione, nel senso che spesso si può confondere una cistite cronica con la cistite interstiziale.
In realtà la cistite interstiziale, come dice la parola stessa, colpisce l’interstizio della parete vescicale. Ovvero, se noi consideriamo la parete vescicale come una parete con dei mattoncini, esattamente tra un mattoncino e l’altro, si viene a determinare un’infiammazione sempre crescente. Questa infiammazione si trasmette all’interno della vescica, e poi dall’interno, se la malattia continua il suo percorso e se non viene riconosciuta, si propaga all’esterno, coinvolgendo gli organi e i visceri circostanti.
Ecco l’importanza di riconoscere con certezza questo tipo patologia e di non confonderla, perché molto spesso queste pazienti, se non riconosciute, continuano ad assumere nel tempo degli antibiotici, e l‘antibiotico è sicuramente una cura specifica per la cistite, ma non lo è per la cistite interstiziale. 

Terapia per la CI: gag e modulatori di mastociti

Il Prof. Mauro Cervigni, Direttore del Centro di Riferimento Cistite Interstiziale della Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma illustra i trattamenti più innovativi nel trattamento della cistite interstiziale a base di acido ialuronico e condroitina e il ruolo dei modulatori dei mastociti.

Nella gestione delle pazienti con cistite interstiziale abbiamo assistito a una stasi delle terapie fino a circa 4-5 anni fa, nel senso che c’erano dei trattamenti abbastanza codificati e standardizzati, con dei risultati talvolta non particolarmente incoraggianti.

Nell’ultimi tempi, viceversa, si è assistito alla presenza in ambito terapeutico di nuove formulazioni; in particolare un trattamento per il deficit dei cosiddetti GAGs, che sono i rivestimenti interni della parete vescicale che hanno un particolare beneficio nel confronti di questi pazienti, nel senso che è una specie di “rilaccatura” della parete interna che quindi impedisce alle tossine, alle sostanze contenenti nella urina di penetrare appunto in questo famoso interstizio, quindi con notevole beneficio da un punto di vista dei sintomi della paziente; quindi esiste appunto tutta una nuova serie di farmaci specificamente introdotti in vescica; tra l’altro a base di prodotti naturali, quale acido ialuronico e condroitina, che sono costituenti normali dei tessuti biologici che hanno la funzione appunto di riformare questo strato che in queste pazienti, per cause non ancora conosciute, viene a essere alterato.

Accanto a questo esistono dei farmaci che modulano l’iperattività dell’infiammazione, in particolare dei mastociti, che sono le cosiddette sentinelle dell’organismo, che quando esiste un’alterazione del tessuto, come ad esempio in queste pazienti, vanno a localizzarsi in queste aree liberando l’istamina, che è quella che poi determina l’infiammazione, i sintomi di disturbo, di fastidio, di bruciore. Pertanto questi nuovi farmaci hanno proprio la capacità di modulare l’iperattività dei mastociti e quindi con una riduzione importante della sintomatologia.

A tutto questo si associa un nuovo trattamento che noi abbiamo sperimentato qui al policlinico Gemelli per il problema del trattamento del dolore pelvico cronico.

Dolore pelvico cronico: la stimolazione magnetica profonda

Il dolore pelvico cronico è un sintomo molto penalizzante sulla qualità di vita delle pazienti affette da infiammazione cronica continua della vescica.

Il Prof. Mauro Cervigni, Direttore del Centro di Riferimento Cistite Interstiziale della Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma illustra come con il Policlinico Umberto Primo, in particolare con l’Università Sapienza e la clinica Neurologica, si è iniziato un trattamento di stimolazione magnetica profonda che agisce sulla percezione del dolore delle pazienti.

Il dolore pelvico cronico è un sintomo molto penalizzante sulla qualità di vita delle pazienti, ebbene questo dolore si manifesta proprio per queste infiammazione cronica continua della vescica; questo dolore viene percepito a livello centrale, a livello cerebrale come qualcosa di veramente assillante per la paziente.

Noi, in collaborazione con il Policlinico Umberto I, in particolare con la Clinica Neurologica dell’Università La Sapienza, abbiamo iniziato un trattamento di stimolazione magnetica profonda; in pratica consiste nell’applicazione di un caschetto che viene applicato sulla testa del paziente e dà una specie di “risettaggio” dei nuclei centrali della base del cervello per far sì che questo dolore che viene percepito come estremamente penalizzante, venga vissuto in maniera molto, molto più accettabile.

CI: il centro di riferimento del Gemelli

Il Prof. Mauro Cervigni, Direttore del Centro di Riferimento Cistite Interstiziale Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma ci illustra il carattere multidisciplinare e multi-compartimentale di questo centro. In particolare, evidenzia come il paziente venga accolto e gestito affrontando la globalità degli aspetti che lo riguardano: dai problemi vescicali, alla gestione del dolore, alla comorbidità e alle complicanze che si presentano nei pazienti affetti da CI.

Il centro di riferimento per la cistite interstiziale, qui al Policlinico Gemelli, è un centro multidisciplinare e multicompartimentale.  In altre parole, non solo il paziente viene accolto per quanto riguarda la gestione del problema vescicale, ma abbiamo tutta una serie di figure che orbitano intorno al paziente e che gestiscono il problema nella sua globalità. Mi riferisco in particolare, alla terapia del dolore: abbiamo un ambulatorio dedicato proprio a questo tipo di patologia, quindi con Specialisti algologi che trattano questo tipo particolare di problematica correlata alla cistite interstiziale.
Abbiamo un centro molto valido e di eccellenza, lo possiamo dire, per quanto riguarda le problematiche gastroenterologiche, spesso associate a questo tipo di problema, infatti le pazienti spesso soffrono di intestino irritabile, di morbo di Crohn, e di una serie di problematiche associate al problema vescicale. A questo si aggiunge anche il fatto che spesso, se la malattia – come dicevamo all’inizio – non viene individuata nelle prime fasi, il problema si estende ad altri organi, ad altri apparati, come quello osteoarticolare; possono comparire malattie sistemiche come la sindrome di Sjogren, ovvero se spesso le pazienti hanno la bocca secca, secchezza delle mucose, mancanza di lacrimazione, ciò è legato proprio alla lungaggine della diagnosi. Ebbene al Centro abbiamo degli Specialisti reumatologi che si occupano anche di questo problema e, non da ultimo, del problema della Fibromialgia, o della sindrome della stanchezza cronica ad essa associata. Quindi la gestione del centro fa sì che il paziente sia al centro dell’attenzione, ma con più figure specialistiche intorno a lui. E questo penso che sia un indubbio vantaggio per il paziente stesso e per la collettività.

 

Ultimo aggiornamento 29/02/2016