Massimo Lazzeri, Specialista Urologo dell’Istituto Clinico Humanitas, riporta un tema di grande interesse affrontato al Congresso EAU 2016: il dolore pelvico cronico.
Una condizione clinica estremamente complessa, perché localizzata in un distretto corporeo delicato, e che può interessare diversi organi, ma per la quale ancora oggi mancano terapie specifiche.

Altro tema di grande interesse è il dolore il dolore cronico pelvico.
Il dolore cronico pelvico è una condizione clinica estremamente complessa perché riguarda un distretto corporeo particolare, e questo è vero sia nel genere femminile sia nel genere maschile.


È una situazione clinica complessa perché non esiste per questo tipo di dolore, che è un dolore viscerale, una localizzazione d’organo specifica, ma una localizzazione distrettuale, che quindi può interessare nel sesso femminile la vescica, la vagina, la vulva e la parte anale, mentre nell’uomo può interessare la vescica, la prostata, il perineo, e la parte anale.
Per questo dolore ancora oggi mancano terapie specifiche e mirate, tuttavia dobbiamo dire che la comunità scientifica e i colleghi che si occupano di questo disturbo, stanno sempre più acquisendo conoscenze utili alla gestione di questi pazienti.

Rimanendo fermo il concetto della multidisciplinarità, un paziente – sia maschio sia femmina – che oggi ha un dolore cronico pelvico, riferito alla parte genitale o alla parte prostatica, è un paziente che deve essere sempre più gestito in maniera multidisciplinare e multimodale, quindi chiamando in causa diverse figure professionali che intervengono sullo stesso paziente in comunione di intenti, ma sempre più emerge che alcuni determinanti possono essere importanti.

Anche noi Urologi partecipiamo in maniera diretta alla gestione, al trattamento e alla conoscenza di questo dolore, e siamo focalizzati a vedere in un difetto di quel rivestimento epiteliale normale e fisiologico della vescica, un determinante fondamentale, che se non risolto permette ai costituenti tossici delle urine - perché le urine sono un prodotto di eliminazione che noi non vogliamo tenere nel nostro corpo, le vogliamo eliminare – permette a questi elementi contenuti in qualcosa che per noi è rifiuto, di venire a contatto con le strutture tissutali.

Ecco allora di nuovo come sia emerso in maniera importante il suggerimento che una buona protezione, una buona salute dell’epitelio attraverso interventi, da una parte dietetici, ma allo stesso tempo medici, attraverso la somministrazione – sia per via orale, sia per via locale – di sostanze come l’acido ialuronico e il condroitin solfato, che sono dei rivestitori, dei protettori dell’urotelio vescicale, ecco che è emerso sempre di più come anche queste sostanze, che ormai hanno un ruolo consolidato nella gestione della profilassi delle infezioni urinarie, possono giocare un ruolo importante nella gestione multidisciplinare di queste pazienti e nella loro protezione nei confronti della percezione attuale di dolore cronico, ma anche nella prevenzione e nella guarigione di questo disturbo.