“Donne, patologie reumatiche e malattie vescicali.
Una nuova era: è nata l’Uro-Reumatologia, l’insieme di due discipline per guarire con terapie innovative.”

Ormai da 25 anni, lavorando nel campo delle malattie rare e quindi della cistite interstiziale e del dolore pelvico cronico, mi sono resa conto che alcune donne presentavano delle similitudini. Erano cioè portatrici di patologie reumatiche, e proprio per le caratteristiche di queste malattie, come l’artrite reumatoide, il lupus, la sindrome di Sjögren, tutte avevano in comune dei disturbi vescicali, indotti dalla malattia ma anche dalle terapie immunosoppressive.

Allora mi è venuta l’idea di discutere con i Reumatologi dell’ospedale dove lavoro se non fosse il caso di agire in modo combinato, cioè con una terapia che potesse in qualche modo proteggere dalle irritazioni vescicali e quindi evitare di incorrere in patologie infiammatorie e batteriche così gravi da non poter permettere poi le terapie reumatologiche.

Così dall’unione di Urologo e Reumatologo è sorta praticamente una nuova disciplina: l’Uro-Reumatologia, perché in effetti il paziente dell’Urologo è spesso anche il paziente del Reumatologo e viceversa. Così abbiamo cominciato a fare anche dei congressi lo scorso anno, nei quali si è affrontato questo nuovo modo di gestire pazienti così complessi.

Ultimo aggiornamento 26/05/2016