Penso che iniziative di questo genere siano importanti, perché in qualche modo bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica. Tuttavia sono convinta che non bisogna essere troppo restrittivi, nel senso che la salute è la salute di tutti: del bambino, del maschio della femmina, dell’anziano… È la salute in generale. Non mi piace parlare di quote rosa o di quote azzurre: direi che tutti noi abbiamo diritto a una salute perfetta. Il lavoro ottimale in giornate come questa è proprio quello di focalizzarsi sicuramente sulla patologia al femminile, ma coinvolgendo anche la quota maschile, perché cambiando l’approccio che hanno gli uomini nei confronti delle donne, e quindi sensibilizzarli ad avere più attenzione e più voglia di fare della ricerca in questo senso, potremmo ottenere dei risultati sicuramente superiori.

Ultimo aggiornamento 23/05/2016