La funzione protettiva dell’urotelio è garantita dall’integrità di tre barriere1,2:

  • la barriera superficiale
    • impedisce il passaggio di piccole molecole nocive
    • neutralizza le sostanze tossiche
    • inibisce la formazione di sali che possono provocare microlesioni alla parete vescicale
  • la barriera laterale
    • impedisce il passaggio dell’urina all’interno dell’urotelio per la presenza di “giunzioni” che legano le cellule tra di loro
  • la barriera basale
    • permette l’adesione alla lamina basale, struttura che separa l’urotelio dal sub-urotelio, al di sotto del quale si trova la parete muscolare

barriere_urotelioLa perfetta sinergia nel funzionamento di queste tre barriere è importante per la salvaguardia dell’urotelio.
Se una sola delle barriere subisce una modificazione, si può assistere a disfunzioni che provocano dolore, urgenza e frequenza minzionale. Queste sono causate dal fatto che l’urotelio non agisce solo come barriera ma, è in grado di generare “segnali” di varia natura, che vengono diffusi ai nervi sensoriali del sub-urotelio e che, successivamente rielaborati,  sono responsabili della frequenza di contrazione e rilassamento muscolare della vescica.
Esistono inoltre delle cellule che rivestono un ruolo fondamentale nell’equilibrio della funzionalità dell’urotelio: sono i mastociti, cellule che si trovano in vicinanza dei capillari del sub-urotelio e intervengono nella modulazione dell’elaborazione dei segnali.
Oltre a ciò va ricordato che l’urotelio va incontro a un profondo rimodellamento plastico finalizzato ad adattare la forma tridimensionale delle cellule alle modificazioni che si possono verificare durante il riempimento o lo svuotamento della vescica. In poche parole l’urotelio è un epitelio ad elevata capacità distensiva.