Il Journal of Clinical Urology, la prestigiosa pubblicazione ufficiale dell’Associazione Britannica dei Chirurghi Urologici, sempre pronta a dare risalto alle maggiori novità emerse nell’ambito della specialità, ha recentemente pubblicato gli interessanti atti di un seminario sulla gestione delle infezioni urinarie ricorrenti nelle donne adulte.

Nell’articolo si ribadisce che il meccanismo chiave delle infezioni alle vie urinarie femminili consiste nella colonizzazione della vagina da parte di enterobatteri uropatogeni (principalmente Escherichia coli) e dalla loro successiva migrazione in vescica.

L’eventualità di una colonizzazione della vescica dipende poi dall’aggressività dei batteri e dalla loro capacità di adesione all’urotelio, l’epitelio di rivestimento dell’organo. Sebbene la profilassi antibiotica sia attualmente il trattamento più utilizzato per combattere le infezioni urinarie batteriche, l’allarme emergente della resistenza a questa tipologia di farmaci rende necessaria una maggiore cautela e la presa in considerazione di terapie alternative.

Tra i rimedi possibili e meno conosciuti, in grado di evitare i rischi da abuso di antibiotici, figurano ad esempio i vaccini contro l’Escherichia coli, oppure l’assunzione di probiotici, che aiuterebbero a ridurre il rischio di colonizzazione e adesione batterica.

È tuttavia l’impiego di instillazioni intravescicali di acido ialuronico a suscitare il maggiore interesse quale efficace metodo per ridurre la capacità di adesione dei batteri. Da uno studio pilota emerge che circa il 70% dei pazienti sottoposti a questo trattamento non ha presentato ricorrenze nei 12 mesi successivi.

La ragione di questa efficacia si spiega con il fatto che l’urotelio è rivestito da una barriera protettiva chiamata “coating”, composta nei suoi strati superficiali da glicosaminoglicani (GAGs), tra cui proprio l’acido ialuronico.

La somministrazione endovescicale di GAGs risultà perciò utile nei casi in cui la funzione protettiva dell’urotelio sia per qualche ragione compromessa e vada ripristinata, ma a quanto pubblicato dal Journal of Clinical Urology si può aggiungere che l’utilizzo di una combinazione acido ialuronico/condroitin solfato (altro GAGs presente nel “coating” uroteliale) garantisce una maggiore efficacia rispetto al solo acido ialuronico.

Recentemente, uno studio pubblicato sulla rivista European Urology ha dimostrato che la somministrazione settimanale per sei settimane e mensile per i sei mesi successivi è infatti in grado di ridurre la frequenza delle infezioni urinarie ricorrenti, riportando alla sua condizione fisiologica lo strato di GAGs.