Il 29° Congresso della Associazione Europea di Urologia (EAU), svoltosi ad aprile a Stoccolma, ha visto la partecipazione di 13.000 urologi giunti da oltre 120 nazioni che sono stati coinvolti in un intenso e interessante programma.
Durante l’evento sono state organizzate 230 sessioni scientifiche articolate in presentazioni orali, poster, chirurgia in diretta e simposi. I temi oncologici hanno dominato la scena, ma quest’anno la grande novità è stata la sempre maggiore attenzione dedicata alla qualità di vita dei pazienti e alle problematiche di bilancio sanitario.
I diversi momenti di confronto tra i massimi esperti della Specialità hanno offerto l’opportunità di presentare nuovi studi e di condividere i più recenti spunti di innovazione terapeutica.

Il Prof. Massimo Lazzeri, esperto di curarelacistite, evidenzia che in particolare hanno svolto un ruolo dominante le comunicazioni e i simposi dedicati alle infezioni delle vie urinarie, malattie non mortali ma che determinano un significativo peggioramento della qualità di vita dei pazienti, oltre a un elevato dispendio di risorse economiche.

Per quanto riguarda questo ambito, afferma il Prof. Lazzeri, ha suscitato grande interesse il simposio sulle nuove strategie utilizzabili per il trattamento delle cistiti. Questo spazio ha rappresentato l’occasione di sottolineare ancora una volta l’importanza dell’epitelio di rivestimento vescicale, che prende il nome di urotelio, per la protezione dalle infezioni e dalle aggressioni esterne da parte di sostanze chimiche e agenti fisici.

Tra i vari interventi, il Prof Lazzeri indica come particolarmente significativo quello della Prof.ssa Tarricone dell’Università Bocconi di Milano, che ha presentato i risultati preliminari di un’analisi farmaco economica, nella quale si è confrontato lo “standard of care” per la profilassi delle infezioni urinarie con un nuovo trattamento a base di acido ialuronico e condroitin solfato. Le conclusioni preliminari hanno dimostrato come l’instillazione endovescicale dei nuovi prodotti, a base di acido ialuronico e condroitin solfato, sia in grado di ridurre, rispetto al trattamento standard, il numero di recidive e avere un minor costo economico totale.

Il simposio, conclude Lazzeri, ha infine aperto una finestra su quanto ci aspetta nel prossimo futuro. I relatori hanno presentato alcuni interessanti risultati sulla terapia delle cistiti associata ai trattamenti di radioterapia pelvica o a chemioterapia. In particolare hanno mostrato come l’instillazione endovescicale di acido ialuronico e condroitin solfato riduca l’incidenza dei disturbi urinari, del dolore e dell’ematuria (il sanguinamento con le urine), nei pazienti sottoposti a radioterapia per neoplasie degli organi pelvici (ovaie, utero, vescica, prostata e retto) e in quei malati sottoposti a terapia adiuvante con instillazioni di BCG (il bacillo tubercolare attenuato che ha la capacità di stimolare la risposta immunitaria dell’organismo e quindi aggredire le cellule tumorali) per tumori superficiali della vescica.

Accanto alle terapie endovescicali sarà presto disponibile in tutta Europa, ma già presente in Italia, anche un’innovativa formulazione orale in capsule molli, che unirà all’azione di acido ialuronico e condroitin solfato, anche quella di principi attivi naturali con azione antiinfiammatoria – come curcumina e quercetina – aprendo quindi la strada ad una terapia complementare di combinazione.