Abbiamo incontrato il Prof. Massimo Lazzeri, medico chirurgo specializzato in Urologia ed esperto di curarelacistite, per fare il punto su alcune interessanti novità terapeutiche che si stanno profilando all’orizzonte, nell’ambito delle infezioni alle vie urinarie.

L’attenzione della comunità scientifica nei confronti dei disturbi alle vie urinarie appare elevata: quali novità sono emerse di recente?
Due importanti giornali medici hanno da poco dedicato alle infezioni delle vie urinarie le loro prime pagine. Il primo è stato il “New England Journal of Medicine”, che insieme alla rivista “The Lancet” costituisce il giornale scientifico con maggior credito mondiale, pubblicando un articolo che analizza l’affidabilità dell’urinocoltura alla luce dei milioni di episodi di cistite nella popolazione americana. L’altro interessante articolo, che si collega al precedente e dal quale emerge l’elevatissimo numero di soggetti affetti da infezione delle vie urinarie, è dell’organo ufficiale dell’Associazione degli Urologi Americani, il “Journal of Urology”. Gli autori di questa ricerca hanno riportato un’analisi sistematica dell’utilità della profilassi antibiotica per il trattamento delle infezioni urinarie ricorrenti. Nello studio viene sottolineata la necessità di affiancare alla profilassi antibiotica una terapia complementare.

Quale sarebbe esattamente questa terapia complementare?
Gli autori citano i farmaci immunomodulanti per via orale, i vaccini per via vaginale e concludono mettendo in evidenza l’importanza di una terapia con prodotti naturali che possano prevenire l’infezione.

Di quali prodotti si tratta?
Ne conosciamo già alcuni, come il mirtillo e il d-mannosio, che impediscono ai batteri di aderire alla superficie interna della vescica. La loro efficacia rimane tuttavia oggetto di discussione fra gli esperti. La vera novità è invece rappresentata da alcune molecole che svolgono una funzione protettiva e riparatrice dell’urotelio (il rivestimento interno della vescica). Fra le più importanti citerei l’acido ialuronico e il condroitin solfato.

Le terapie endovescicali con acido ialuronico e condroitin solfato, che sono già una realtà, potrebbero costituire un’alternativa alla terapia antibiotica?
Parlare di alternativa forse è eccessivo, tuttavia è stato ampiamente dimostrato che l’impiego di acido ialuronico e condroitin solfato, instillati in vescica, può costituire un’ottima terapia per pazienti con infezioni urinarie ricorrenti. Aggiungo che i risultati clinici personali e di molti altri miei colleghi sono in linea con quanto scientificamente dimostrato.

Esistono formulazioni simili che le pazienti potrebbero assumere per bocca.
Al momento non è presente alcun farmaco per via orale, tuttavia a gennaio sarà disponibile in Italia una combinazione orale di acido ialuronico, condroitin solfato, curcumina e quercetina. L’acido ialuronico e il condroitin solfato vengono eliminati, oltre che per via intestinale, anche per via renale e raggiungendo quindi la vescica possono svolgere efficacemente la loro funzione di protezione e riparazione dell’urotelio. In più l’aggiunta di due sostanze naturali come la curcumina e la quercetina garantisce anche un’azione antiinfiammatoria, riducendo di fatto il dolore e la frequenza nell’urinare.

Quali sono le indicazioni per questo nuovo ed interessante prodotto?
Tutti i casi di cistite con dolore pelvico e/o cistite emorragica. La presenza di sangue nelle urine durante un episodio acuto di cistite è il segno più evidente del danno all’urotelio. Molte donne, dopo una cistite acuta, continuano ad avere fastidiosi sintomi di dolore vescicale o senso di peso al basso ventre, segni evidenti di una infiammazione delle vie urinarie. Anche in questo caso l’impiego di un preparato, come l’acido ialuronico e il condroitin solfato per via orale, che acceleri la guarigione con un doppio meccanismo, trova una indicazione elettiva. Infine potrebbe essere usato come terapia di mantenimento in tutte quelle situazioni di cistite ricorrente che richiedono un trattamento endovescicale con acido ialuronico e condroitin solfato.

Qual è il suo parere di specialista riguardo a questo preparato?
In questo momento in medicina sempre di più si usano terapie di combinazione, cito per esempio la cura dell’ipertensione arteriosa, dove un diuretico viene associato ad un’antiipertensivo puro. Il composto orale di cui abbiamo parlato è perfettamente in linea con le moderne strategie di combinazione, in quanto da una parte assolve alla funzione riparatrice del danno vescicale, e dall’altro agisce sull’infiammazione d’organo andando a ridurre i sintomi ad essa collegati, come ad esempio il dolore. Sono convinto che potrà presto diventare un’arma in più nella terapia delle cistiti.